Punto di riferimento assoluto a livello europeo per quanto riguarda l’introduzione a livello normativo del BIM è la “European Union Public Procurement Directive” 2014/24 del 26 febbraio 2014”.

La Direttiva Europea 2014/24/EU sugli Appalti Pubblici, indica l’introduzione del Building Information Modeling all’interno delle procedure Procurement dei 28 Stati Membri.

All’art. 22 c.4 della versione inglese della Direttiva, troviamo infatti:

“For public works contracts and design contests, Member States may require the use of specific electronic tools, such as of building information electronic modelling tools or similar.”

L’adozione di tale direttiva prevede che i 28 stati membri UE incoraggino l’utilizzo del BIM nei rispettivi paesi, perché diventi uno standard di riferimento per i progetti finanziati con fondi pubblici, a partire dal 2016. L’Europa si muove verso il sistema BIM non solo per la sua potenzialità nell’ottimizzare l’efficienza della progettazione, costruzione e gestione degli edifici, ma soprattutto per garantire la trasparenza e omogeneità europea delle procedure di appalto pubbliche.

Danimarca, Finlandia, Norvegia, Regno Unito sono nazioni europee in cui il BIM è stato reso obbligatorio per opere pubbliche da provvedimenti legislativi nazionali già dal 2014.

In Italia, l’articolo 23, comma 13 del Nuovo Codice Appalti, richiedeva un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) per fornire una strategia di modalità e tempi per una progressiva introduzione dell’obbligatorietà del BIM, sia per le amministrazioni che per le imprese.

Dopo la chiusura il 3 luglio 2017 della consultazione aperta della bozza di Decreto, la commissione istituita dal MIT ha concluso, proprio questo agosto, il testo finale del tanto atteso “Decreto BIM”, che disciplina l’obbligo di utilizzare il Building Information Modeling nella progettazione delle opere pubbliche.

Il Ministero non ha ancora reso noto il testo del decreto, ma è già ufficiale il primo bando BIM d’Italia per l’affidamento dei lavori di realizzazione del Ponte della Navetta di Parma.

Aspettando l’emanazione del Decreto ufficiale, vediamo quali sono le fasi definite dalla bozza di Decreto per l’introduzione dell’obbligatorietà del BIM:

  • Dal 1° gennaio 2019 – Obbligo BIM per le grandi opere, ovvero opere di importo a base di gara pari o superiore a 100 milioni di euro.
  • Dal 2020-2024 – Gli obblighi saranno estesi attraverso criteri legati anche a gradi di complessità delle opere e non solo al loro valore, con l’obiettivo di estendere l’obbligo anno dopo anno, diminuendo l’importo e la complessità.
  • Dal 1° gennaio 2025 – Il sistema BIM diventerà obbligatorio per tutte le opere, probabilmente solo per i lavori più semplici sarà ammessa una progettazione di tipo tradizionale.

È evidente, al di là degli step che saranno emanati dal Decreto definitivo, che dobbiamo preparaci ad una radicale trasformazione del metodo di progettazione, la “rivoluzione BIM” è già in atto e diventerà una strategia di efficienza all’interno del processo di costruzione di tutte le opere edili.